Tre villaggi, tre tesori. Civenna con la sua meravigliosa panoramicità sulle Grigne e sul Lario. Piano Rancio con la sorgente del fiume Lambro, che sgorga da una cavità calcarea. Magreglio con il Passo del Ghisallo legato ad una lunga tradizione e forte passione ciclistica. Il sentiero tocca boschi rigogliosi, di faggi e castagni secolari, e conduce al più grande masso erratico lombardo, la “Pietra Lentina”.
Partenza: Civenna
Arrivo:Civenna
Dislivello in salita/discesa: +350/-350
Lunghezza: 8,50km
Difficoltà: Facile
Durata: 3h
Fonti d’acqua: Magreglio (indicazioni nella descrizione dell’itinerario)
Mesi consigliati: Mar, Apr, Mag, Giu, Lug, Ago, Set, Ott.
Bar/Ristornati lungo il percorso:
Alimentari Galli Market, Via Provinciale 45, Civenna
Pasticceria Gramatica, Via Provinciale 60, Civenna
Bar dello Sport, Via Provinciale 64, Civenna
Rifugio Anna Maria, Via all’alpe, 16, 22030 Piano Rancio
Bar Nord da Jeans, Via Adua 3A, Magreglio
Dove dormire nei dintorni:
Hotel Ristorante La Genzianella
Descrizione dettagliata dell’escursione
Partenza: Civenna. Altitudine: 625 mt
L’escursione inizia in “Piazza Milano” a Civenna.
Tenendo l’edicola alle vostre spalle attraversate la strada provinciale sulle strisce di fronte a voi. Superate il “Bar dello Sport” alla vostra destra e girate subito dopo a destra in “Via Frassi”.
Allo STOP dell’incrocio andate dritti a voi in salita in “Via Formicosa”.
Al bivio successivo salite a sinistra in “Via Dante”.
Proseguite in salita ripida tra le ville.
Ignorate il segnavia a sinistra “Ristorante Mirabeau”,“Alpetto” e proseguite dritti a voi in salita.
Dopo pochi passi andate a destra in salita seguendo “Tronca”, “Giacinta”.
Seguite la mulattiera in salita.
Superate un cascinale alla vostra destra e proseguite dritti a voi sul sentiero evidente nel bosco.
Superate una casa in pietra e arrivate al bivio.
Punto intermedio: dislivello + 200, lunghezza 1,25 km, tempo 30 min
Andate a sinistra su strada asfaltata seguendo il segnavia “Baita Giacinta”,”Pietra Lentina”.
Al bivio successivo andate dritti a voi seguendo il segnavia “Piano Rancio”, “Pietra Lentina”. Dopo pochi passi lasciate la strada asfaltata e andate dritti a voi sul lastricato seguendo il segnavia “Piano Rancio”.
Superate un cascinale e andate dritti a voi entrando nel bosco, seguendo il segnavia “Pietra Lentina”, “Pietra Luna”.
Lasciate una villetta alla vostra sinistra e seguite il sentiero a destra che si inoltra nel bosco, seguendo il segnavia di plastica “Pietra Lentina”, “San Primo”.
Siete in un bellissimo bosco di faggi, cosparso di massi erratici, dei grandi massi di granito, testimonianza delle colate glaciali sulla zona del lago di Como durante il Quaternario.
Al bivio in corrispondenza di una grande masso erratico, proseguite sul sentiero di fronte a voi seguendo il segnavia “Sasso Lentina”, “S. Primo”, “Piano Rancio”.
Al bivio successivo ignorate il sentiero a sinistra indicato da “Pietra Luna”, “Piano Rancio” e andate dritti sul sentiero seguendo “Pietra Lentina”, “San Primo”
Arrivate ad un cancello che aprite e richiudete (animali al pascolo) che vi porta ad una radura con una villa. La radura è un punto ideale per fare una pausa e per godere del panorama sulle Grigne e sul Monte Legnone.
Attraversate la radura in salita, aprite e chiudete il cancello (animali al pascolo) accanto alla cascina di pietra e arrivate sulla strada asfaltata.
Seguite la strada a destra in discesa fino all’enorme masso al lato della strada, la “Pietra Lentina” (vedi approfondimento a fine descrizione).
Punto intermedio: dislivello + 125, lunghezza 1,70 km, tempo 60 min
Dall’enorme sasso, salite a sinistra sulla strada asfaltata, ignorando a destra il sentiero e il segnavia “San Primo”.
Superate una casa alla vostra sinistra e proseguite su strada asfaltata in salita.
Ignorate “Via Pietra Luna” e il segnavia “Civenna” a sinistra e andate dritti a voi verso l’incrocio con il cippo confinale. Ignorate la strada che sale a destra con cartelli “San Primo” e andate dritti a voi in “Via Martinitt” accanto alla centralina elettrica.
Siete in località “Piano Rancio”.
Percorrete lo sterrato tra le ville e arrivate alla strada asfaltata. Girate a sinistra. Girate poi a destra seguendo il segnavia “Sorgenti Lambro”, “Magreglio”.
Seguite lo sterrato che si snoda nel bosco di conifere. Arrivati ad uno spiazzo andate a sinistra entrando nel bosco. Attenzione: non seguite il secondo sentiero a sinistra con segnavia di legno “Croce 5, Croce 6”. Seguite il sentiero ben curato con passerella di legno.
Arrivate alle sorgenti del fiume Lambro, la sorgente “Mena Resta” come recita la targa infissa sulla roccia. Per maggiori info circa la particolarità della sorgente clicca qui: link
Punto intermedio: dislivello + 20, lunghezza 1,50 km, tempo 20 min
Dando le spalle alla sorgente, andate in discesa nel bosco seguendo il segnavia “Magreglio”.
Al bivio con il sentiero per il “Buco della Pecora” girate a destra verso il ponticello(se volete visitare la cavità del “Buco della Pecora” seguite il sentiero e poi ritornate in questo punto).
Seguite il sentiero molto evidente in discesa che corre parallelo al rio Lambro.
Superate la “Marmitta dei Giganti”, una cavità a forma di pozzo che nasce dall’erosione fluviale, e seguite il sentiero contrassegnato dai segnavia bianco rossi dipinti sugli alberi. Fate attenzione a non perdere di vista i segnavia bianco rossi un po’ sbiaditi sulle piante e sulle rocce.
Quando uscite dal bosco di conifere, trovate alla vostra destra un ponte. Seguite il sentiero a sinistra. Dopo pochi metri attraversate una spianata e un’area pic nic cosparsa di meravigliosi castagni secolari. Siete ai “Castagneti” di Magreglio.
Giunti alla strada asfaltata la seguite scendendo a sinistra.
Superata una villa, scendete a destra lungo la “Scalinata Spreafico”.
All’incrocio al termine della scalinata andate dritti a voi in discesa.
Arrivate alla strada provinciale in corrispondenza del semaforo.
Siete nel paese di “Magreglio”.
Attraversate la strada di fronte a voi sulle strisce ed entrate leggermente alla vostra destra in “Via Romeo”.
Girate a sinistra in “ Via Nino Verri”.
Proseguite poi in “Via Don Ermenegildo Viganò”.
Arrivati all’ampio parcheggio, lo attraversate di fronte a voi, fino ad arrivare alla “Chiesa della Madonna del Ghisallo”.
Punto intermedio: dislivello – 200, lunghezza 2 km, tempo 30 min
Visitate l’interno della Chiesa, dove vi sono esposte le biciclette dei grandi campioni del ciclismo, Coppi, Bartali, e Bugno. Accanto alla Chiesa sorge il “Museo del Ciclismo” (vedi orari e prezzi qui: https://www.museodelghisallo.it/questionari/ita/)
Seguite ora la strada provinciale in discesa, costeggiando la Chiesa del Ghisallo e lasciandola alla vostra destra. Fate attenzione a questo breve di tratto in discesa per l’assenza del marciapiede.
Giunti all’ “Hotel Mirabeau”, attraversate la strada a sinistra facendo attenzione alle auto e alle bici. Salite seguendo il segnavia “Civenna Alta”.
Dopo pochi passi entrate nel bosco seguendo un sentiero.
Superate un cascinale e arrivate alla strada asfaltata. Siete ritornati a Civenna. Seguite la strada asfaltata in discesa a destra.
Giunti al bivio con “Via Olivella” a sinistra, andate dritti a voi costeggiando un’antica casa in pietra.
Al bivio successivo andate a destra e dopo pochi passi ancora a destra.
Superate un fontanile ricavato dagli antichi massi avelli. Per maggiori info circa i massi avelli clicca qui: link
All’incrocio con la strada provinciale e il semaforo, andate a destra fino al punto di partenza, la “Piazza Milano” di Civenna.
Arrivo: Civenna, dislivello – 135, lunghezza 2 km, tempo 40 min
Approfondimento: I Massi Erratici
Il territorio Lariano e, in particolare, la zona del Triangolo Lariano, sono caratterizzati dalla presenza dei cosiddetti “massi erratici” o “trovanti”.
Le grandi colate glaciali, che a più riprese durante il Quaternario scesero dalle Alpi fino alle porte dell’alta pianura, trasportavano enormi quantità di detriti rocciosi derivanti dall’attività di escavazione e di abrasione delle rocce su cui passavano. Quando il clima ritornava ad essere più mite, il ghiacciaio fondeva e questo materiale, costituito da massi, ghiaie, sabbie ed argille, veniva abbandonato a formare i depositi glaciali.
Gli erratici sono massi isolati, di notevoli dimensioni, anch’essi trasportati e depositati dai ghiacciai. In genere sono costituiti da graniti (quello della Pietra Lentina è un granito “ghiandone”), gneiss e serpentini provenienti dalla Valtellina o dalla Valchiavenna, quindi da rocce diverse da quelle prealpine calcaree.
Quello dei trovanti è un argomento ricco di risvolti storici, culturali, economici. Le loro dimensioni, la loro “diversità” rispetto alle rocce locali su cui poggiano, hanno incuriosito e attratto l’uomo fin dall’antichità. Molti trovanti sono stati oggetto di incisioni preistoriche, soprattutto in forma di “coppelle”, ovvero piccole concavità scavate nella roccia, di significato ancora incerto, forse rituale.